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Mattia Gobbi

Oggi conosciamo Mattia Gobbi, un altro fotografo che ha lavorato all’estero, in questo caso in Asia, dove ha potuto appassionarsi alla fotografia analogica scegliendo la via della street photography.

CIAO! PARLACI UN PO’ DI TE.
Mi chiamo Mattia Gobbi, sono nato in provincia di Verona nel 1986, sono sempre stato affascinato dalla lingua come veicolo di interazione e dopo l’Istituto Tecnico Linguistico mi sono laureato in Lingua Cinese e Sistemi Giuridico Economici dell’Asia Orientale. Grazie ai miei studi e ad una impellente voglia di viaggiare ho vissuto permanentemente in Cina per più di 8 anni, viaggiando per lavoro, svago e soprattutto per fotografare, in tutti i paesi del sud-est asiatico. Ora mi sono trasferito a Venezia dove proseguo la mia attività di fotografo cercando di farla combaciare con il riadattamento e il reinserimento in Italia.

COM’È NATO IL TUO INTERESSE PER LA FOTOGRAFIA E PERCHÈ HAI SCELTO LA FOTOGRAFIA ANALOGICA?
E’ nato tutto nei primi mesi di Cina, dove ho cominciato a seguire un mio compagno di studi nelle sue passeggiate fotografiche e anche se munito di una macchina tascabile cercavo di applicare elementi base della ripresa. Da li l’innamoramento è stato folle, non vedevo l’ora di tornare e provare a scattare qualche rullino con una Konica TC, la mia prima vera reflex, quella delle vacanze con i genitori, i colori saturi e pieni di un 40mm f/1.8, sperimentare rullini, pose, luci. La fotografia analogica per mio gusto da’ delle emozioni particolari, che riguardano spesso toni e luci che uscirebbero solamente durante una sessione di PS. Per questo motivo mi piace operare con l’analogico anche se a volte cedo alla facilità e soprattutto immediatezza del digitale. Il rullino per me è come una tela, un one-take ed il momento rimane impresso, ti spinge a migliorarti e ti costringe ad aspettare..e ciò non credo mi faccia, ci faccia male; e poi ripeto ha tutto un risvolto didattico che a mio parere dovrebbe essere nel bagaglio di ogni fotografo, insomma la foto su pellicola, a differenza dell’asetticità del formato digitale, porta dentro il sudore, la freddezza, la tecnica e la fortuna di chi ha scattato quella foto, quasi come il tutto si andasse a legare nella cellulosa. E poi c’è l’inconfondibile grana del rullino e da non sottovalutare il fatto che qualsiasi macchina si usi 35mm o 120mm si sta sempre fotografando in full-frame!

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Mattia Gobbi

HAI UN FOTOGRAFO PREFERITO O COMUNQUE CHE ABBIA ISPIRATO IL TUO MODO DI FOTOGRAFARE?
Di fotografi che ammiro ce ne sono moltissimi, a volte mi piacciono molto fotografi che non hanno molto a che vedere con il mio stile che è quasi prettamente street. Mi piace molto Bruce Gilden, perché è sfacciato e prendo molto spunto dai suoi punti di vista, anche se ancora non riesco ad essere così vicino, mi piace altrettanto Terry Richardson, anche lui molto sfacciato e creativo anche se appunto fa molta foto di “posa”. In assoluto per quello che hanno fatto fatto, per la missione antropologica e soprattutto quella documentaristica Walker Evans e Dorothea Lange sono i mostri sacri che forse mi ispirano di più e che più si avvicinano all’idea che ho di street photography e del documentare il passaggio dei tempi e degli eventi. Per esempio un fotografo che in questi ultimi anni mi piace tantissimo e seguo molto è Valerio Bispuri, che le immagine le imbeve di emozioni, le sviluppa nel liquido delle emozioni, vi consiglio i lavori analogici che fece qualche anno fa, reportage bellissimi. E ovviamente Paolo Pellegrin, per me re indiscusso.

PARLIAMO UN PO’ DI ATTREZZATURA, QUALI MACCHINE FOTOGRAFICHE E PELLICOLE USI?
Diventando un pazzo collezionista, quando ovviamente la disponibilità la permette, mi sono circondato di macchine che mi possono accompagnare in molti tipi di occasioni e quindi cerco di scegliere la compagna di viaggio in base a vari elementi spazio, tempo, luce. Sono un fanatico della Nikon F, ne possiedo due una F e una F2,  sono quella che assieme alla Leica M7 e alla Fujifilm Natura Classica utilizzo di più. Ovviamente anche il medio formato ha il suo posto con una Fujica 6X9 e una Fujifilm 645 Wide, sono incredibili!! Poi Olympus OM10, le varie Konica TC, C35AF e C35, qualche macchina da mercatino tipo la Smena Cmeha, Holga e Polaroid! Preferisco le lenti fisse 35mm, 28mm o 24 mm e li mi fermo.
Per le pellicole sono molto abitudinario per il bianco e nero Illford HP5 sia 35mm che 120, colore di solito Portra 160 o 400 oppure quando li trovo i Fujifilm NS.

STAI LAVORANDO A QUALCHE PROGETTO O C’È QUALCHE PROGETTO A CUI VORRESTI LAVORARE?
Di progetti ce ne sono  molti in mente ma poi credo che confluiscano in un unico grande documentario fotografico che sto portando avanti da quando ho iniziato a fare i primi scatti. Mi interessa molto l’antropologia, i cambiamenti delle abitudini di culture intere, la vita che come fosse un copione non scritto si riversa nelle strade e li da il meglio di se stessa perché prende tutto quello che ha a disposizione per creare un bellissimo stage composto di colori, ombre, luci, forme ecc.
Sto preparando una piccola mostra da portare in Cina sulla “street” italiana e l’idea è di renderla un esperienza a 360 gradi con odori e suoni dalla strada.
Invece qui in Italia mi piacerebbe approfondire una tematica a me cara, il cambiamento, portando delle foto che riguardano lo strato forse più spesso ma allo stesso tempo malleabile dell’attuale società cinese, che con tutte le sue contraddizioni vive il cambiamento come un vortice che sicuramente porterà progresso, ma anche svuoterà le strade delle città di certi elementi che in futuro non si vedranno più e che cerco di salvaguardare con qualche scatto.

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Mattia Gobbi

COSA TI PIACE FOTOGRAFARE E COSA RENDE SPECIALE UNA FOTO PER TE?
Il mio soggetto preferito è la spontaneità in tutte le sue forme, ovviamente la preferisco dove posso spiarla tout court, ovvero sulla strada. Quindi street photography, persone, situazioni, ombre che combinate assieme portano ad uno scatto speciale.
Quando l’armonia, anche di una scena cruda è al massimo, questa per me è una foto speciale; quando tutti gli elementi che compongono il dipinto si sono sistemati nel caos e hanno prodotto una composizione irripetibile.

COSA NE PENSI DELLA FOTOGRAFIA IN ITALIA IN QUESTO MOMENTO E DEL SUCCESSO SEMPRE MAGGIORE CHE LA FOTOGRAFIA ANALOGICA CONTINUA AD AVERE ANCORA ADESSO?
Penso che in giro ci siano ottimi professionisti, spesso vedo nomi italiani tra i premiati di concorsi internazionali e girovagando nel web ne scopro ogni giorno. Questo mi spinge anche ad un miglioramento personale e la cosa è bellissima, il fatto che comunque esista una community così ampia di fotografi ognuno con il proprio stile o idea riguardo alla fotografia.
Anche la ripresa del rullino è molto interessante, soprattutto perché rende la fotografia più allettante per un neofita che forse vede la possibilità di imparare come funziona la meccanica di una macchina analogica e ritrova una sorta di artigianato dell’immagine. Ovviamente anche dal punto di vista economico è importante soprattutto per chi come me scatta molti rullini in un mese e ormai trovare laboratori per lo sviluppo cominciava a diventare impossibile. La tangibilità e la verità dietro ad un negativo questo è quello che a parer mio può affascinare della fotografia analogica.

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Mattia Gobbi

C’È QUALCHE GIOVANE FOTOGRAFO ITALIANO CHE TI SENTI DI CONSIGLIARE?
Ne vedo veramente tantissimi sia per caso magari su delle riviste specializzate, che sui social ma non saprei nominarne uno in particolare.

HAI DEGLI INTERESSI AL DI FUORI DELLA FOTOGRAFIA CHE INFLUENZANO I TUOI LAVORI?
Senz’altro la musica ha influenzato tantissimo il mio modo di vedere la fotografia, la scelta della strada come set preferito è venuta da se. Ho sempre ascoltato quello che mi piace definire musica tribale da strada; cioè tutto quel groviglio si suoni che escono da varie fazioni tribali che poi però vivono nelle stesse strade. Adoro il punk primi anni ’80 ed il grunge dei ’90 magari anche un po’ elettronico fino alle produzioni hyperdub o warp. Sperimento spesso musica e immagini, mi piace tantissimo farlo magari con qualche composizione originale composta per l’occasione.

DOVE POSSIAMO VEDERE LE TUE FOTO?
Le mie foto le potete trovare nello shop online di 500px, oppure sui social come Instagram e Facebook. Un sito è in fase embrionale.
500px: 500px.com/mattiagobbi
Instagram: mattiablink
Facebook: facebook.com/mattia.gobbi.182
E-mail: mattiablink@gmail.com

 

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